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Il processo per il femminicidio di Giulia Tramontano. Un teste: "Alessandro Impagnatiello cercò 'cloroformio'"

Il processo per il femminicidio di Giulia Tramontano. Un teste: "Alessandro Impagnatiello cercò 'cloroformio'"

In aula il tragico omicidio. La mamma della vittima: "Lotteremo per te e per la verità"

MILANO, 12 febbraio 2024, 18:40

Redazione ANSA

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Teste, Impagnatiello cercò 'cloroformio ' in attesa di Giulia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Teste, Impagnatiello cercò  'cloroformio ' in attesa di Giulia -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Teste, Impagnatiello cercò 'cloroformio ' in attesa di Giulia - RIPRODUZIONE RISERVATA

   "Amore nostro, oggi si parlerà di te, di come siete stati strappati alla vita, di come con tutte le tue forze hai cercato la verità, a costo della vostra splendida vita". Lo scrive su Instagram la madre di Giulia Tramontano, Loredana, nel giorno della seconda udienza del processo a carico di Alessandro Impagnatiello, accusato di avere ucciso la fidanzata, incinta al settimo mese di gravidanza, a Senago nel Milanese.

    "Tu sarai sempre per noi la nostra immensamente Giulia e Thiago il nostro angelo. Lotteremo per te fino all'ultimo", aggiunge la madre. "Nulla ci restituirà Giulia - scrive il padre Franco Tramontano sempre su Instagram -, abbiamo gridato a voce alta, lo faremo ancora affinché sia fatta giustizia per lei e Thiago".

    Intanto in aula, un maresciallo dei carabinieri sta ricostruendo il drammatico giorno dell'omicidio e quelli successivi fino al ritrovamento del corpo senza vita della giovane donna, mostrando anche foto e slide e mettendo in fila le bugie di Impagnatiello, il quale è in una "gabbia" per assistere all'udienza, e a tratti piange. 
   

Teste, Impagnatiello cercò 'cloroformio' in attesa di Giulia

Il 5 febbraio dell'anno scorso, mentre era all'aeroporto di Malpensa ad aspettare Giulia che rientrava da Napoli, Alessandro Impagnatiello sul suo smartphone faceva ricerche sul "cloroformio", qualche giorno dopo acquistato via internet sotto falso nome e poi ritrovato in cantina. È un particolare emerso durante la deposizione di un maresciallo dei carabinieri sentito in aula al processo sull'omicidio di Giulia Tramontano, la donna uccisa al settimo mese di gravidanza da Impagnatiello, il suo fidanzato.

L'investigatore, nella sua ricostruzione, ha spiegato che l'uomo, tra dicembre 2022 e gennaio e maggio 2023, come risulta dall'analisi del suo telefono, aveva cercato "veleno per topi incinta", "veleno per topi in gravidanza" e "veleno per topi uomo". Il teste ha spiegato, definendola "fondamentale", la ricerca del 7 gennaio dell'anno scorso: "ha visualizzato una pagina" che riguardava "quanto veleno per topi" era necessario "per uccidere una persona". L'esito dell'autopsia su Giulia e Thiago, ha ricordato, ha dato esito positivo al veleno per topi. Veleno di cui sono state trovate e sequestrate due bustine nello zaino dell'imputato.

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